Giorgio Bianchi non lavora più per Byoblu. Non ha contratti, non prende stipendi, non ha alcun interesse economico a difendere questa televisione. Eppure ha chiesto di incontrare Claudio Messora per dire pubblicamente quello che pensa delle voci che circolano nell’ambiente del dissenso.
“Mi sono rotto i coglioni,” dichiara senza giri di parole il giornalista e reporter indipendente. “Da più parti mi arrivano dicerie su conti bloccati, situazioni torbide… Ma io che ci ho lavorato dentro, che ho girato negli studi, che ho parlato con tutti, non ho uno straccio di elemento per poter parlare male di Byoblu. Neanche uno.”
Il problema non è Byoblu. Il problema è il metodo. “Se fossi uno dell’altra parte,” ragiona Giorgio, “pagherei oro per seminare zizzania. Hai un fronte nemico davanti, ma poi devi guardarti da quelli che ti stanno dietro. È una cosa folle.”
Un’intervista senza copione, registrata con una telecamera e un calice di vino bianco come unico testimone. Un documento sulla crisi della controinformazione italiana che solleva una domanda: se non applichiamo a noi stessi gli stessi standard che pretendiamo dal mainstream, che credibilità abbiamo?
Guarda il video completo. Verifica ogni parola. Poi decidi tu.
L’articolo Basta balle su Byoblu! L’appello di Giorgio Bianchi: “Se non la smettete, tra poco qui è finito tutto”. proviene da ByoBlu – La TV dei Cittadini.
