Panorama Panorama

  • Il farmaco delle meraviglie – Panorama in edicola
    by Redazione on 11 Giugno 2024 at 20:29

    L’editoriale del direttore Maurizio Belpietro – Gli abusi di Milano sono più «buoni»«Mi hanno molto colpito e anche un po’ indignato i commenti alla sanatoria voluta da Salvini e quelli alla «sanatoria» che salva il sindaco di Milano Beppe Sala e la sua giunta e vi spiego perché»Politica in cortocircuito – I furbetti delle rinnovabiliLa presidente della Sardegna si scaglia contro impianti eolici e fotovoltaici. Peccato che per il suo Movimento cinque stelle l’energia pulita sia da sempre una battaglia irrinunciabile.Ma succede un po’ in tutt’Italia che a sinistra si appoggino proteste anti-green: E’ il bello della contraddizioneLabirinto energeticoIl prossimo 1° luglio si apre ufficialmente il mercato libero dell’elettricità. Ma il paradosso è che le tariffe concorrenziali sono meno vantaggiose di quelle tutelate. Così a rimetterci sono sempre gli utenti, incapaci di muoversi nella giungla di offerte dove non riescono a orientarsi…Un anno dopo la morte di Berlusconi – L’eterno ritorno del CavaliereSe n’è andato il 12 giugno 2023, ma certo non è scomparso dalla cronaca quotidiana degli italiani. A partire dalla politica, dove le sue idee sono diventate lasciti di urgente attualità. Così Silvio Berlusconi, oggi, è ancora una spanna sopra chi lo demonizzava da vivo..Afghanistan – Ricostruzione con ingannoMiliardi di dollari della comunità internazionale, destinati a rimettere in piedi il Paese mediorientale, sono stati sottratti, dirottati, rubati. E reinvestiti in giro per il mondo.TUTTE LE NEWS

  • La crescita del Pd, difficile da monetizzare ed in mezzo ai guai del M5S
    by Andrea Soglio on 11 Giugno 2024 at 18:30

    Mentre tutta l’Europa si interroga sulla maggioranza, l’assetto, le nomine del prossimo parlamento di Bruxelles in Italia si cerca di capire a livello politico nazionale come siano andate queste elezioni e soprattutto quali saranno le conseguenze. La maggioranza ha portato a casa il massimo possibile. Andando contro quanto accaduto in tutti gli altri paesi ed anche contro la storia e la logica secondo la quale stare al governo penalizza in termini di elettori, il centrodestra ha aumentato la percentuale dei propri consensi arrivando quasi al 48%. Inoltre è vero che Forza Italia ha superato ala Lega ma è innegabile che Salvini (grazie a Jannacci) può cantare comunque vittoria. Tutti felici, quindi ed il cielo sopra Palazzo Chigi è sereno.Diverse le cose nel campo dell’opposizione.Il Pd festeggia, ormai da 48 ore, e con tutte le ragioni del caso. La crescita in voti reali ed in percentuale è stata importante al punto da portare il Segretario, Elly Schlein a lanciare il guanto di sfida a Giorgia Meloni con l’ormai famoso: «Giorgia, stiamo arrivando!». C’è però un problema: il prossimo appuntamento elettorale nazionale non sembra essere vicino, anzi, a guardare come stanno le cose sono in molti a credere che Giorgia Meloni avrà l’onore di essere uno dei pochissimi Presidenti del Consiglio capaci di durare una legislatura intera. Le politiche dovrebbero quindi tenersi nel 2027, autunno 2027. Mancano quindi più di tre anni e forse, visto come vanno le cose al Nazareno ci sono più possibilità che per quel giorno il segretario del Pd sia diverso da quello di oggi. L’entusiasmo di ieri quindi scemerà presto ed è molto difficile mettere a terra nelle amministrative. Basti vedere cos’è successo in Piemonte dove la sinistra si è presa 20 punti di distacco da Cirio, centrodestra, riconfermato con un plebiscito nel posto di Governatore, per il secondo mandato consecutivo (ai piedi della Mole Antonelliana una cosa insolita).C’è poi un altro problema: l’alleanza nel campo dell’opposizione. La Schlein ha subito spiegato che visto il successo ed i numeri il perno è il Pd. Poco dopo Fratoianni spiegava che il successo di verdi e Sinistra è netto ed ora siamo «al centro dell’alleanza contro la destra». Il problema è che 24% più 7% più il 10% del Movimento 5 Stelle fa un totale di 41%, cioè sette punti sotto il centrodestra. L’alleanza quindi va allargata ai soliti noti, Renzi e Calenda, che però hanno già detto di non volerne sapere. La matassa quindi per Schlein è difficile da sbrogliare. Anche perché l’idea del Campo Largo (tutti uniti contro la destra) non solo è quasi impossibile da realizzare ma difficilmente pagherà a livello di voti. Un’alleanza non è mai un insieme di numeri lontani tra loro, ma di politiche vicine tra loro…Chiudiamo con il Movimento 5 Stelle, il vero unico sconfitto delle elezioni. Giuseppe Conte, l’uomo che sognava di prendersi la guida dell’opposizione alla faccia della Schlein si sveglia sotto il 10% ben 14 punti lontano dai dem. Una batosta che ha scatenato diverse critiche interne, anche dure, dirette proprio alla sua gestione del partito ed anche a certi atteggiamenti personali. La svolta pacifista un tot al chilo, i proclami sul Reddito di Cittadinanza europeo non hanno fatto presa nemmeno al sud, il prezioso bacino di voti grillini. Il Movimento si trova così a vivere forse il momento di maggiore difficoltà della propria storia. Serve un cambio di linea, di idee e forse anche di leadership.Anche per questo Giorgia Meloni, mentre ieri tutti commentavano il voto, si è spostata a Borgo Egnazia, a pensare al G7, serena.

  • Se l’Italia piange, la Gran Bretagna non ride
    by Alessandro Curioni on 11 Giugno 2024 at 16:27

    Ritorno in altri termini sul tema della cyber ignoranza di cui ho già parlato la scorsa settimana.Da decenni mi lamento insieme ai miei colleghi che si occupano di cyber security dell’ignoranza in materia dei nostri concittadini. Questo a partire dalla scarsa dimestichezza con il vocabolario di settore. Nessun pretende che un profano comprenda una frase come questa: il WAF, gli IDS, gli XDR sono aggiornati e abbiamo sistemato lo IAM. Eppure, il SIEM mi preoccupa. Per contro pare intollerabile che nel 2024 qualcuno parli di un attacco DDoS come se si trattasse di un malware. Allo stesso modo è molto diffusa, anche troppo, la convinzione per cui “ho il firewall e l’antivirus quindi sono a posto”. Tuttavia, ho scoperto che forse quello di mettere insieme in modo un po’ curioso termini tecnici e avere l’idea che la sicurezza sia fatta da “firewall” e antivirus” non sono difetti soltanto di noi italiani, segno che il problema culturale è forse di carattere globale. A farci compagnia ci sono evidentemente anche gli inglesi. L’ho scoperto una decina di giorni fa quando sono incappato nella notizia che la Billericay School nell’Essex è stata vittima di un attacco ransomware che l’ha messa in ginocchio. Dovendo gestire l’emergenza il preside ha pubblicato in rete una lettera in cui dava l’annuncio dell’attacco e dava indicazione sulla riorganizzazione delle lezioni da remoto. Fino a questo punto nulla di strano se non la tristezza per l’aggressione a una scuola. Poi leggendo arrivo alla terza riga dove si legge che “Whilst the school has taken all of the precautionary security measures to deal with any such cyber threat, with industry standard firewalls, firmware and malware security…”. Traduco per chi non ha familiarità con l’inglese: “Sebbene la scuola abbia adottato tutte le misure precauzionali di sicurezza per far fronte al verificarsi di una simile minaccia cyber, con firewall, sicurezza firmware e malware a livello degli standard di settore…”. Immediatamente mi sono venuti due pensieri. Il primo. Mi sono domandato se veramente una scuola dell’Essex abbia adottato soluzione di sicurezza per il firmware, cioè quei software che gestiscono le componenti hardware a livello molto basso (per esempio un processore), di solito quel tipo di soluzioni di sicurezza sono adottate in ambito di sistemi industriali e IoT. In alternativa ho pensato che abbiano detto al preside che il ransomware ha agito su quel tipo di componente software e quindi era meglio dire che c’erano misure di sicurezza anche per il firmware. Infine, mi è venuto il sospetto che il preside abbia fatto un uso improprio del termine. La seconda. Al netto del firmware, che resterà con ogni probabilità un mistero, ecco un altro caso, per cui “con firewall e antivirus sono a posto”. Vogliamo dire che a questo punto a noi italiani scappa un mezzo sorriso? Facciamo giusto mezzo, perché in generale abbiamo molto poco da ridere.

  • Manifestanti pro Palestina assaltano negozi a Parigi | video
    by Andrea Soglio on 11 Giugno 2024 at 16:03

    Una violenta ondata di proteste si è scatenata oggi contro vetrine e negozi del centro di Parigi da parte di manifestanti pro-Palestina. Le violenze sono scoppiate al termine di una manifestazione autorizzata che poi si è spostata in aree non autorizzate.

  • Lavoro estivo. In Italia mancano 170.000 lavoratori
    by Cristina Colli on 11 Giugno 2024 at 16:00

    L’estate è alle porte e l’allarme, puntuale, arriva: mancano lavoratori. Addirittura, a non rispondere all’appello sono 170mila, secondo le stime di Confcommercio. In un Paese dove ha preso piede la terziarizzazione il problema non è solo estivo, ma è per l’intera economia italiana. Camerieri, cuochi, baristi, addetti alle pulizie, personale per l’accoglienza alberghiera e di sala, bagnini e avanti così. Nel settore terziario, soprattutto nel comparto turistico, secondo la fotografia di quest’anno scattata dall’ dell’Osservatorio terziario e lavoro, servono ancora 170 mila lavoratori per affrontare l’estate. E che estate! Le previsioni parlano di 466 milioni di presenze in Italia, contro i 446 milioni del 2023. Un incremento del 4,5%. Facendo due calcoli questo si traduce in 70mila nuovi lavoratori necessari rispetto all’anno scorso, per attività di alloggio e ristorazione. Aggiungendo indotto, trasporti, cultura e commercio la somma arriva a 170mila.E il problema è che si tratta di lavoratori difficili da trovare, per “mancanza di competenze specifiche” segnala la Confederazione. In questi settori, infatti, in media è complicato arruolare il 45% degli addetti. A incidere c’è anche la forte componente della stagionalità. Il 65,9% dei contratti del terziario è a tempo indeterminato, contro una media del 73,8% dell’intera economia italiana. Nel turismo in particolare gioca un grande ruolo la mancanza di investimenti a lungo raggio, sull’anno intero. Negli alberghi solo un lavoratore su quattro è a tempo indeterminato e nei ristoranti uno su due ha un’occupazione stabile. La stagionalità si riflette sui contratti e quindi sul reclutamento di personale. È un problema per il sistema Italia. Siamo davanti ad un’“industria” che conta 2,7 milioni di occupati (l’11% della forza lavoro), che porta 255 miliardi di euro al Paese (il 13% del Pil). L’Italia è al settimo posto in Europa per incidenza del comparto sul Pil nazionale, davanti a Francia e Germania. La terziarizzazione del Paese è sempre più evidente. Nel 2023 il terziario ha superato per la prima volta la quota del 50% degli occupati italiani. Tra il 2019 e il 2023 sono stati creati nel nostro Paese 2,6 milioni di posti di lavoro. E due milioni, il 77,9%, appartengono al terziario di mercato.Guardando agli ultimi 28 anni sono spariti 400mila posti di lavoro nella pubblica amministrazione, un milione in agricoltura e industria. Mentre nel terziario si è passati da 9,1 a 12,5 milioni di addetti a tempo pieno (+3,45 milioni di posti di lavoro). Confcommercio prevede che proprio grazie al terziario (al turismo in particolare) il Pil Italiano potrebbe andare un po’ oltre il +1%. Il settore compensa la contrazione economica e occupazionale della grande industria e delle piccole e medie imprese. Puntare sul settore che crea più occupazione significa sostenere l’economia del Paese. “Servono più politiche attive, più formazione per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro” sostiene il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Accettare ogni anno la mancanza di lavoratori nel terziario, senza attivarsi, vuol dire zavorrare l’economia intera del Paese, non un settore marginale.

  • Hunter Biden dichiarato colpevole di acquisto d’arma mentre dipendente da droghe
    by Redazione Panorama on 11 Giugno 2024 at 15:40

    La giuria del tribunale di Wilmington, Delaware, ha emesso un verdetto senza precedenti: Hunter Biden è stato giudicato colpevole per tutti e tre i capi d’accusa nel processo riguardante l’acquisto di un’arma nonostante la sua dipendenza dalle droghe. Questo segna un momento senza precedenti nella storia giudiziaria statunitense, poiché è la prima volta che il figlio di un presidente in carica viene processato e dichiarato colpevole. Il “First Son” rischia una pena fino a 25 anni di carcere.

  • Incendio alla Reggia di Versailles | video
    by Redazione Panorama on 11 Giugno 2024 at 15:34

    Intervento massiccio di camion dei pompieri in corso alla reggia di Versailles, vicino a Parigi, dalla quale si vede uscire del fumo nero. Il video (da X) mostra l’incendio in corso nella dimora parigina. La centrale dei pompieri conferma che tutti gli effettivi di Versailles sono impegnati nell’operazione.La reggia di Versailles è stata evacuata dai numerosi visitatori che si trovavano al suo interno dopo che è scattato l’allarme antincendio. Secondo informazioni di BFM TV e Le Parisien, avrebbe preso fuoco un cantiere a livello del tetto della Reggia, vicino alla Cour de Marbre. Le fiamme sono state domate mentre centinaia di visitatori attendevano all’esterno. L’allerta è conclusa e l’incendio è sotto controllo, nessuno è rimasto ferito.

  • Personaggi, storie, protagonisti. Tutte le novità di Mare Fuori 5
    by Ilaria Bellantoni on 11 Giugno 2024 at 15:20

    Non ci sembrava vero. O, almeno, possibile. Invece è proprio così: ieri sono cominciate le riprese di Mare Fuori 5 a Napoli. Ma non avremmo dovuto non vederci più? E invece. Del resto la serie più riuscita di Rai Fiction, quella con un’audience di 6,1 milioni di telespettatori letteralmente sfuggita di mano a tutti ed esplosa con deflagrazione multipla online volando al primo posto della classifica dei prodotti più visti su RaiPlay, non poteva finire e basta. Già, intanto perché è finita malissimo con Rosa Ricci. E non solo perché si è presentata in chiesa vestita da Grease, cioè in pantaloni e pizzo bianco come si sarebbe conciata Sandy in bianco se Danny Zuco le avesse detto “Sposami!” nel 1978. È finita male perché lei ha lasciato Carmine sull’altare e al quadretto famigliare con figlia acquisita ha preferito una vita da criminale. Cioè la versione gangsta rock di Olivia Newton John. Quindi è corsa al cimitero e ha fatto secco Edoardo seppellendolo sotto la tomba di famiglia per proteggere il suo tesoro. Una scelta femminista? Di certo per niente romantica. Ci avevamo messo una pietra sopra, insomma. Immaginando al massimo uno spin off o, addirittura, un prequel com’era capitato con Il Trono di Spade e la fortunata House of Dragon resuscitata su Sky o La Casa di Carta e l’inarrivabile Berlino di Netflix.«Mare Fuori’ è un eccezionale esempio di serialità televisiva fondata sul racconto della contemporaneità e sui valori del servizio pubblico», ha dichiarato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction. «Il pubblico ha premiato la capacità di restituire la ricchezza contraddittoria del vissuto di un gruppo di giovanissimi costretti nella condizione estrema di un istituto di pena minorile. È anche la prova strategica di come la fiction possa declinarsi con successo sulla televisione generalista e sulla piattaforma digitale. Per questo saluto l’inizio riprese della quinta stagione con l’orgoglio e la speranza di una grande scommessa vinta, che si rimette in gioco”.Quindi hanno pensato, semplicemente, a un “reboot”. Cioè un aggiornamento del sistema operativo, in questo caso dicendo ciao a un gruppo di personaggi storici e inserendone altri tutti nuovi. Perché i ragazzi crescono e i giovani telespettatori hanno bisogno di nuovi stimoli, altre facce, storie diverse. E insomma il caso di Un posto al sole, la soap Rai che va avanti da 28 anni, non è riproducibile (grazie). Soprattutto, in cinque anni i teenager di un carcere minorile diventano maggiorenni e vanno spediti diretti in un carcere per adulti. Volete la verità? Le star della prima stagione di Mare Fuori sono in qualunque serie tivù e film italiano che si rispetti e funzioni.Primo. Dicevamo che Edoardo è morto: Matteo Paolillo, infatti, si è dedicato alla musica e dopo aver scritto e interpretato O’ Mar for, la sigla della serie, Origami all’alba e Foglie d’autunno ha pubblicato Edo-Ultimo Atto (Ada/Warner Music Italy), sette brani messi insieme con LDA, Raiz e Guè. Nicolas Maupas, il famoso “chiattillo”, era uscito dal gruppo, cioè dal carcere, un anno fa. E lo ha fatto per recitare in ogni film o serie tivù di successo come Noi siamo leggenda, Un professore, La bella estate, Odio il Natale 1 e 2 e l’ultimo Marconi, la serie che la Rai ha dedicato al premio Nobel per la fisica in cui ha interpretato il ruolo di Marconi da giovane. E ha solo 25 anni. Anche il suo “socio” Carmine, cioè Massimiliano Caiazzo, ha recitato al cinema in Piano Piano e ora in Uonderboys, serie Disney. Via anche Crazy J, la magnifica Clara (Soncini) che abbiamo visto e ascoltato al Festival di Sanremo con Diamanti grezzi e poi, nei mesi successivi, con Bilico, singolo trascurabile. Non vedremo più neanche Kubra: l’attrice inglese Kyshan Wilson ha debuttato in Sotto il sole di Amalfi, Sotto il sole di Riccione, Viola come il mare (serie Mediaset) e Those about to die, filmone internazionale con Anthony Hopkins.Restano invece Carmine Recano (il comandante), Lucrezia Guidone (la direttrice dell’Ipm), Maria Esposito (Rosa Ricci-Tarentè), Giovanna Sannino (Carmela, la moglie di Edoardo), Vincenzo Ferrera (il padre di Kubra). Ma ci voleva una notizia in più per tenere incollati allo schermo di Rai Play gli adolescenti, ovvio. È stato dunque cambiato il regista e Ludovico Di Martino (Skam 3, La belva, I viaggiatori) ha sostituito Ivan Silvestrini. Poi sono stati inseriti nuovi giovani personaggi: Francesco Luciani e Francesco Di Tullio, nei panni dei criminali arrivati dal Nord; Rebecca Mogavero ed Elisa Tonelli, amiche inseparabili e partner in crime; Alfonso Capuozzo e Manuele Velo, il ragazzo della strada e il nuovo “chiattillo”, cioè il ricco dei quartieri bene di Napoli. Novità anche nel team di scrittura. Maurizio Careddu è l’head writer di una squadra composta da cinque sceneggiatori: firmeranno le puntate con lui anche Luca Monesi, Angelo Petrella, Sara Cavosi ed Elena Tramonti. Basterà questo a portare tutti di nuovo davanti alla tivù?TUTTE LE NEWS DI TELEVISIONE

  • Tutti gli eventi in scena a Pitti Uomo 106
    by Mariella Baroli on 11 Giugno 2024 at 14:56

    L’universo del menswear invade Fortezza da Basso per raccontare le collezioni Primavera Estate 2025. Un’edizione Pitti— la 106esima — ricca di eventi e iniziative dove la moda resta fermamente protagonista in un susseguirsi di interpretazioni stilistiche, suddivise in cinque macro categorie: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out. Circa 790 brand provenienti da tutto il mondo insieme a ospiti d’eccezione — a cominciare con Paul Smith che presenterà la sua collezione nella serata di apertura — offriranno uno sguardo alla moda che verrà. E con loro Panorama, che vi accompagnerà tra i padiglioni di Fortezza da Basso e tra gli eventi in città, per interpretare le nuove tendenze e abbracciare l’edizione estiva della kermesse. 11 giugno 2024Daniele Fiesoli celebra 70 collezioniLo stilista celebra a Pitti Uomo 106 — con un evento esclusivo presso lo storico Teatro Niccolini di Firenze, il più antico teatro “moderno” d’Europa — due traguardi importanti: 35 anni di carriera e 70 collezioni.Un viaggio nell’anima, al cui centro si trova la Capsule Archivio composta da quattro capi iconici appartenenti alla collezioni degli anni Novanta e Duemila. «Icone senza tempo» selezionate e reinterpretate grazie alla loro eleganza intramontabile e stile inconfondibile che rimane rilevante attraverso i decenni.«Il nostro impegno per l’artigianato tradizionale e la qualità senza compromessi ci ha portato fin qui», ha dichiarato Fiesoli. «Siamo entusiasti di condividere questo momento importante con la nostra famiglia, gli amici e i partner, celebrando i nostri valori e guardando con fiducia al futuro». Un film, intitolato Easy pieces. Smart details. Enduring style e realizzato da Deep Visual & Cr3ative Agency, apre la celebrazione raccontando per immagini l’essenza del marchio, fedele a se stesso nel tempo. Save the Duck approda a Firenze Save The Duck, brand di outerwear e lifestyle 100% animal-free apre le porte del suo primo monomarca nel cuore di Firenze. Questa inaugurazione rappresenta un importante passo avanti per l’azienda, consolidando la sua presenza sul territorio italiano e rafforzando il legame con i clienti. In occasione di Pitti Uomo 106, il brand conquista la città customizzando botteghe storiche come il fioraio in Piazza della Repubblica, l’urban garden di Serre Torrigiani in Piazzetta, il cocktail bar Colle Bereto e la gelateria in Piazza Santa Maria Novella. Il percorso tutto arancione del papero di Save The Duck guiderà cittadini e visitatori fino al nuovo negozio e alla scoperta del brand. Inoltre, Save The Duck dedicherà alla sensibilizzazione verso l’uso consapevole dell’acqua, risorsa fondamentale per il pianeta, il party Nothing Like Water, aperto al pubblico, in Piazza Santa Maria Novella. Una video installazione a tema farà da cornice a un’inedita line-up di artisti, creando un’atmosfera unica e indimenticabile. Oltre a Elasi, è prevista l’eccezionale partecipazione di Benny Benassi e Jake La Furia. Il debutto di Plan CPlan C sceglie il contesto e l’atmosfera unica di Pitti Immagine Uomo (11-14 giugno 2024) per il lancio ufficiale della sua collezione maschile, che debutterà con la stagione Primavera Estate 2025.Carolina Castiglioni, Direttore Creativo di Plan C, ha creato un guardaroba di capi essenziali caratterizzati dalla sua estetica personale e distintiva. Intuizione, emozioni e passione sono gli ingredienti di una formula che unisce in armonia forze contrastanti. Classico e high-tech, maschile e femminile, discreto e audace: tutto trova un equilibrio in un look che trascende il concetto di stagionalità e di genere per amplificare ed esaltare la personalità unica di ogni individuo che indossa Plan C.Capi e accessori sono tutti concepiti come item parte di un guardaroba ideale, che si espande stagione dopo stagione con nuove idee e ispirazioni.Mescolando sportswear, sartorialità e richiami all’universo utility, Plan C propone capi che durano nel tempo, diventando le divise di personalità autentiche, indipendenti e determinate.

  • Chi è Jordan Bardella, l’uomo nuovo della destra di Francia
    by Marianna Baroli on 11 Giugno 2024 at 14:30

    Jordan Bardella, nato il 13 settembre 1995 a Drancy, è una figura emergente e di primo piano nel panorama politico francese. Figlio di una famiglia di origini italiane, Bardella è cresciuto nella periferia parigina, un contesto che ha forgiato il suo approccio alla politica e il suo impegno per le comunità meno privilegiate. Influenzato dalle violente rivolte nei sobborghi francesi del 2005 a soli 16 anni, si è iscritto al Rassemblement National, il partito di Marine Le Pen dove ha rapidamente scalato le gerarchie. Nel 2019, all’età di 23 anni, è stato nominato capolista per le elezioni europee, portando il partito al successo con il 23,3% dei voti. Questo risultato ha dimostrato la sua capacità di attrarre un ampio spettro di elettori e ha segnato una svolta significativa per il RN. Nel novembre 2022, Bardella è stato eletto presidente del partito, segnando una transizione generazionale e un rinnovamento delle strategie politiche del RN. La sua leadership è caratterizzata da una visione dinamica e moderna, e ha contribuito a rafforzare la presenza del RN nella politica francese contemporanea.Fin da giovane, Bardella ha mostrato un interesse e una passione per la politica. La sua ascesa nel Rassemblement National (RN) è stata rapida e impressionante. Dopo essersi iscritto al partito a soli 16 anni, ha scalato le gerarchie con determinazione, diventando un volto noto del movimento. Nel 2019, portando il RN alla vittoria, ha sorpreso molti analisti con una performance elettorale senza precedenti. Sotto la sua guida, il partito ha ottenuto il 23,3% dei voti, superando La République En Marche e dimostrando la sua capacità di attrarre un ampio spettro di nuovi e vecchi elettori.Nel novembre 2022, Bardella ha raggiunto un nuovo traguardo, diventando il presidente del Rassemblement National. La sua elezione ha segnato un punto di svolta per il partito, rappresentando una transizione generazionale e un rinnovamento delle sue strategie e politiche. Con una retorica incisiva e una presenza mediatica carismatica, Bardella ha saputo attrarre sia i giovani elettori sia coloro che si sentivano disillusi dalla politica tradizionale.Bardella è noto per le sue posizioni ferme su temi come l’immigrazione, la sicurezza e l’identità nazionale. Sotto la sua guida, il RN ha continuato a promuovere una politica di difesa dei confini nazionali e di priorità per i cittadini francesi, pur cercando di moderare alcuni degli aspetti più controversi del suo programma per attrarre un elettorato più ampio.Uno degli aspetti più notevoli della leadership di Bardella è il modo in cui ha svecchiato il partito. Ha introdotto una nuova visione dinamica, cercando di distanziarsi dall’immagine più rigida e controversa del passato. Ha enfatizzato l’importanza dell’uso dei social media per comunicare direttamente con gli elettori, creando una presenza online forte e moderna che risuona particolarmente con le giovani generazioni.Bardella ha saputo utilizzare le piattaforme social, come TikTok, dove vanta oltre un milione di follower, per raggiungere i giovani e mobilitarli politicamente. La sua capacità di comunicare con le nuove generazioni e di utilizzare i social media in modo efficace ha contribuito a rafforzare la presenza del RN nella politica francese contemporanea.Nonostante le critiche e le polemiche che spesso accompagnano il suo operato, il giovane “delfino” rimane una figura influente e carismatica. La sua leadership ha attratto un nuovo elettorato, giovane e disilluso dalla politica tradizionale, rendendo il RN un attore importante nel panorama politico francese. La sua capacità di coltivare la sua immagine pubblica attraverso apparizioni televisive e social media ha rafforzato il suo ruolo di leader di una nuova generazione di politici.Considerato il “delfino” di Marine Le Pen, Bardella ha ereditato la missione di portare avanti la visione del partito, ma con un approccio più moderno e accessibile. La sua stretta collaborazione con Le Pen ha garantito una continuità nella leadership del RN, pur introducendo nuove strategie per adattarsi ai cambiamenti sociali e politici della Francia.

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